(RB XLVIII, 1)
Per Benedetto è il ritmo tra lavoro e studio della Parola di Dio che dà equilibrio alla vita del monaco.
Nel recente discorso che Benedetto XVI ha tenuto durante il suo viaggio in Francia proprio in questo studio della parola il pontefice riconosce lo specifico obiettivo del monachesimo. Così infatti egli si esprime: poiché nella Parola biblica Dio è in cammino verso di noi e noi verso di Lui, bisogna imparare a penetrare nel segreto della lingua, a comprenderla nella sua struttura e nel suo modo di esprimersi. Così, proprio a causa della ricerca di Dio, diventano importanti le scienze profane che ci indicano le vie verso la lingua. Poiché la ricerca di Dio esigeva la cultura della parola fa parte del monastero la biblioteca che indica le vie verso la Parola. Per lo stesso motivo ne fa parte anche la scuola nella quale le vie vengono aperte concretamente. Benedetto chiama il monastero una Dominici servitii schola (Discorso del Santo Padre Benedetto XVI al Collège des Bernardins. Parigi, 12 settembre 2008).
Quale indicazione migliore, esortazione più efficace e incoraggiamento per il nostro Studio Teologico delle Benedettine Italiane che vorrebbe proprio sollecitare le giovani monache al gusto del sapere teologico.





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