Spesso si sente dire che il sentimento e la fede si addicono maggiormente a persone ignoranti e di scarsa cultura. Questa massima ci invita a riflettere, invece come nella Tradizione ebraica il sentimento e la fede, virtù peculiari per un Chasid, in una persona pia sono inscindibili da una continua verifica intellettuale. Non a caso i Rabbini, ponendo lo studio a norma fondante, concludono con il principio che, in rapporto a tutti gli altri precetti, “lo studio della Torah vale come tutti gli altri messi insieme”. Lo studio non è quindi solo un’opzione nella pratica religiosa, ma piuttosto un dovere preciso, per realizzare il quale ciascuno deve fare in modo di trovare spazi temporali fissi e insegnamenti adatti. Roberto Della Rocca, rabbino
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